CHE BELLE FREQUENTAZIONI
L’edizione telematica di venerdì ventiquattro febbraio del Corriere della Sera contiene un articolo, firmato da tale Lorenzo Salvia, nel quale si dà conto di una storia riguardante Fausto Bertinotti, le sue amicizie, e le eredità da queste ricevute.
In particolare, l’ex segretario nazionale di Rifondazione – non il primo, come scrive il pennivendolo, visto che prima di lui ci fu Sergio Garavini – viene interpellato sulla vicenda di due quadri di Andy Warhol raffiguranti il presidente Mao Tsetung.
Uno gli fu regalato da Mario D’Urso – ex parlamentare di Rinnovamento Italiano – quando questi era ancora in vita: chissà se fu per ringraziarlo per essersi preso la colpa della caduta del primo governo Prodi, quando fu proprio un diniano, tale Silvio Liotta, a provocarla votando contro la fiducia.
L’altro lo accettò a seguito dell’apertura del testamento dello stesso politicante diniano amico di gentaglia quale l'avvocato Giovanni Agnelli e soprattutto Heinz Alfred Kissinger, il grande stratega dei colpi di Stato orditi, in giro per il mondo, dai noti “difensori della democrazia e dei diritti umani” della Central Intelligence Agency statunitense.

Non ci interessa sapere se all’affossatore della creatura voluta da Armando Cossutta verrà o meno revocata l’eredità di cui si parla nel pezzo: qui segnaliamo le indecenti frequentazioni dell’in-Fausto, che evidentemente comprendevano padroni e personaggi influenti dell’amministrazione usamericana; si cominciano a capire tante cose.
Bosio (Al), 05 marzo 2023
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com